Non bastava il terremoto e la paura, quella taciuta, di un nuovo attentato. Non basta certo l'allarme lanciato da Bill Read, direttore del centro nazionale statunitense per gli uragani: perchè Irene arriverà, entro sabato secondo le previsioni più ottimistiche e potrebbe abbattersi, con tutta la sua ferocia, proprio su New York e Washington. Raggiunto il livello 4 (5 è il massimo) e disposto sin da ora un piano di evacuazione per i quartieri più popolati della grande mela, Irene si prepara minacciosa ad investire le coste degli Stati Uniti dopo aver letteralmente spazzato via, con venti che hanno superato i 185 Km/h, in successione Bahamas, Repubblica Dominicana e Caraibi. Un vero e proprio incubo per i passeggeri delle navi da crociera attraccate nei porti turistici di Port-au-Prince che hanno descritto una situazione davvero inverosimile: case accartocciate come in una pressa; animali domestici volati al vento in preda a lamenti quasi umani; gente stivata nelle scuole a pregare nella speranza che vada via, il mostro. Che vada via l'uragano Irene.
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